STRADA FACENDO

Breve saggio su una lunga passione per la fotografia

Un viaggio all’interno della fotografia e la descrizione di un approdo, che può aiutare molti a prendere coscienza del proprio: le tappe, i punti fermi di oggi, le scelte tecniche e concettuali, le ispirazioni, il futuro. Un percorso reso possibile grazie all’aiuto, negli anni, di tante guide: maestri della fotografia, colleghi e amici con la stessa passione.
Molti fotografi troveranno analogie e differenze con la propria esperienza, spunti di riflessione, di condivisione, di dissenso.
Un breve saggio che prova a stimolare

RECENSIONI
MICHELE SMARGIASSI
http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/quali-libri-leggo/
Storia e filosofia e tecniche di un'avventura personale nella fotografia. Ogni fotografo ha un cammino personale e la strada pubblica del medium diventa una mappa piena di annotazioni private. Qui esposte per chi abbia voglia e bisogno, magari, di ricevere buoni consigli.


https://fotoreportando.wordpress.com/2018/03/19/strada-facendo-di-alessandro-rizzitano/
ALEX COGHE
Alessandro è un amico. Dopo una lunga conoscenza virtuale ci incontrammo a Milano, due anni fa, quando io andai lì a dare il mio workshop. E oggi mi accingo a recensire per i lettori di fotoreportando la sua ultima fatica editoriale: Strada facendo – breve saggio su una lunga passione per la fotografia.
Il libro parte dall’ontologia del fotografo, un tema che mi sta particolarmente a cuore, e che ho argomentato molto su questo blog. Il libro scorre veloce con stile colloquiale e riesce a far entrare nell’approccio e visione di Rizzitano.
Lui, nelle 87 pagine di Strada facendo, si appoggia a molte citazioni di fotografi e critici dell’immagine, e lo ringrazio per aver inserito il mio nome per ben tre volte. Personalmente Alessandro dice cose a me molto familiari, ma sono cosciente che chi arriverà a questo libro provenendo da una formazione accademica troverà anticonvenzionali certe idee. Alessandro, chiaramente, mostra il punto di vista e il modo di fare di un fotografo di strada, , come del resto lui stesso ci tiene a definirsi a pagina 19. Il libro è una lettura semplice (credo volutamente), ideale per chi è ai primi passi con certo tipo di fotografia, ma certamente anche colui che è già instradato troverà spunti di riflessione, soprattutto oggi, in un tempo in cui si tende a fare, intenzionalmente o no, confusione su cosa sia fotografia di strada.
Da parte mia non posso che applaudire a questo libro, che mi sento di consigliare ai miei lettori.

PAOLO PIZZIMENTI
Il titolo del libro di Alessandro non vuole in nessun modo
rievocare il famoso brano di Claudio Baglioni di cui si è
parlato moltissimo quest’anno.
Il titolo invece vuole essere l’esempio per chi fa e vive di fotografia
che un fotografo non invecchia mai nonostante i capelli
bianchi e qualche ruga in più sul viso.
La fotografia é una forma d’arte che arricchisce oltre che gli occhi
anche l’anima e chi vive veramente per la fotografia ne fa
una propria filosofia di vita.
Uscire di casa, come scrive Alessandro, accertandosi di aver
la macchina fotografica con se come per essere certo di avere
le chiavi di casa diventa un gesto usuale. Spesso chi fa fotografia
si sente « nudo » senza la sua benamata.
Leggere questo breve saggio sul mondo magico della fotografia
aiuta a chi si avvicina per la prima volta alla fotografia a non
averne paura e lasciarsi prendere per mano e scoprire il
mondo visto attraverso un mirino, per chi invece fotografa già
invita a non pensare « so già tutto » della fotografia « conosco già tutto »
ad essere un po’ più umili ed avere ancora voglia d’imparare e soprattutto
a confrontarsi con gli altri.

FABIANO MARCONI
Ho comprato (credo che tutti si dovrebbe compare un libro, ogni tanto) " Strada Facendo", di Alessandro...è il quarto libro che esce, il terzo in formato cartaceo, del mio Amico ed , ovviamente, è stato letteralmente divorato, come del resto i precedenti; questo perchè è ben scritto, scorrevole , se si vuole anche divertente, una bella vista sul panorama della forografia, sul modo di vedere questa arte da parte dell' autore, che , modestamente si definisce un fotoamatore; a pensarci bene è esatta la sua autoironia, in quanto è davvero un amante della fotografia, si intravede tra i bianchi delle righe la passione vera, senza fini di lucro alcuno, quindi mai affermazione fu più azzeccata; andando a fondo trovo molto interessante le note in cui si consigliano letture a tema, i passaggi in cui si consigliano posizioni di pensiero banali, ma mai del tutto, in quanto si è superficiali e, Alessandro, evidenzia questo , rimarcando cose che si danno per scontate e che scontate non sono mai, assolutamente; inoltre trovo interessante la postilla posizionata sulla copertina retrostante, un sentiero tortuoso di giochi di parole che esaltano l' intelligenza e l' arguzia dell' autore.
Luigi coppo


ANTONIO DI MARIA
Avendomi regalato il libro, Alessandro Rizzitano ovviamente auspica da parte mia una recensione spontaneamente obbligatoria che tenga conto della sua resa incondizionata al mio piu' plateale e ruffianesco plauso. Cio' , considerando che siamo vecchi compagni di battaglia e che egli è il mio mentore fotografico, cioè colui cui devo il mio traghettamento' dall'analogico al digitale. Al titolo "Strada facendo" aggiungerei " La soggettiva obiettività della fotografia e la Street Photography come metafora della vita ".Eh già, ricerca, conoscenza sofferta, caccia, interesse, passione.Perchè e' la Street Photography l'essenza della foto, gli altri tipi di fotografia sembrano esser un portato importante - tant'é che Alessandro vuole coltivarli- ma successivo e da , assorbire senza l'affanno esistenziale e l'adrenalina della "St.r Phot." .Il pregio maggiore del libro è la carica di entusiasmo che esprime:L'appetito fotografico dell'autore è contagioso e produce una forte motivazione ad esprimersi , confortati da una salutare immersione nelle vere autentiche regole del linguaggio fotografico che non sono quelle di uno stantio accademismo ma quelle che poggiano sulla vita vissuta di un fotografo, su una casistica accumulata nel corso di decenni, non senza domande, non senza contraddizioni:L'implacabile fustigatore di devianze fotografiche può anche mostrare un volto meno burbero , ma non certo giustificare sconfinamenti in pressapochismi e banalità assortite.Comprensione si, ma in nome dei contenuti. "Strada facendo " è anche un importante prontuario per un neofita (per quanto tempo ci siamo tormentati chiedendoci se si potessero accettare inesattezze, piccole imprecisioni o convenzioni violate?) Tutto si puo' accettare in nome della coerenza, dell'efficacia, della sincerità di intenti, sembra concludere il nostro "guru" che propone massime, commenti ed una galleria di artisti. Ma insomma alla fine del libro viene spontaneo chiederci cosa sia la vita e la risposta è semplice: la fotografia (soprattutto quella di strada ) ci da una risposta, beninteso parziale. Se devo muovere un appunto all'autore, vanificando la ruffianeria di cui faccio sfoggio in premessa, è il suo stile fotografico nell'illustrare i vari temi, con istantanee concettuali, e scatti secchi .Ma, si sa, l'autore non ama molto il cinema ed esprime nella saggistica il suo spirito di Street photographer". Possiamo attenderci un 'ulteriore e piu' articolata raccolta di saggi e di pareri?


ROBERTO PICONE
Caro Sandro,
ieri sera ho ricevuto il tuo libro - graditissimo - e mi sono subito tuffato nella lettura. Ho ritrovato i pregi già presenti nelle precedenti fatiche letterarie (una scrittura agile e gradevole, una invidiabile chiarezza nell’esporre i concetti, un tono in equilibrio tra la documentazione e la testimonianza), ma questa volta c’è anche un livello più profondo di consapevolezza (penso alle tante citazioni ed ai commenti personalissimi), che rende questo libretto più “solido”. Non so se tu l’abbia scritto per l’appassionato di fotografia o invece abbia voluto mettere a nudo la tua passione per spiegare a te stesso la gioia dello scatto, lo stupore e insieme la consapevolezza sempre maggiore di un gesto a cui non sapresti più rinunciare. Il tutto senza alzare i toni, anzi con l’onesta semplicità di chi confessa di aver cambiato qualche opinione o giudizio, ma di non avere mai “tradito” le scelte di fondo.
Grazie di cuore.
Il tuo amico Roberto

Sono doppiamente orgoglioso di questa recensione: per i suoi contenuti e perché è di mio figlio Luca
LUCA RIZZITANO
Si legge d'un fiato questa saggio di Rizzitano. E non solo, certamente, perché l'autore consiglia di far così; piuttosto, direi, perché la fluidità della "narrazione" consente una degustazione piacevolissima anche al non addetto ai lavori.
Le incursioni nel tecnicismo, poche ma dense, non inficiano in modo alcuno la percezione dell'amore profuso nell'attività di documentazione e nelle tecniche di adattamento all'ambiente, nel caso in esame la strada nel senso più ampio possibile, dell'autore.
Parimenti si coglie, nell'opera, una sorprendente concessione ai territori dell'insondabile (più volte ricorrono nella narrazione riferimenti impliciti al mistero alla magia e all'emozione) che Rizzitano, noto razionalista, pubblicamente rifugge.
Ritengo sia invero, detta concessione, un rigurgito d'amore, questo sì concetto da sempre sondato ma insondabile. L'amore che, forse, Rizzitano riesce ad esprimere al meglio proprio nella fotografia e in quell'attività di confusione ed adattamento all'ambiente che non può non considerarsi apertura verso il prossimo. Desta tenerezza, in tale ultimo senso,la considerazione sul diritto alla vita dello scatto inconsapevole che l'autore, a ragione, invita a sottrarre da intenti di inconsapevole eutanasia eugenetica....
Sia concessa una blanda critica, se di critica si tratta. La maturità del fotografo e dell'autore gli avrebbe ben permesso un minor numero di citazioni, ritenendosi le stesse ben riassorbite nella rivalutazione autonoma del tema che pervade l'opera.
Mentre scrivevo le presenti brevi note mio figlio Umberto ha, per caso, recuperato una bella stampa che lo ritrae mentre accarezza il nostro gatto allora cucciolo. Fu scattata dal sottoscritto col telefono. Rizzitano mi disse "è perfetta", e la stampò. Ci ho creduto e ci credo".
Palermo 30.03.2018.






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